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09 Marzo 2011

Festa della donna. Il centenario.

La nostra terra testimone di un passato di lotte per un futuro senza squilibri.

La condizione della donna anche in Toscana nella società è segnata da sempre da profonde contraddizioni. Se da un lato le donne hanno sempre partecipato e sono state protagoniste, in prima fila in quasi tutte le province delle lotte popolari, questa compartecipazione alle trasformazioni storiche e sociali non sempre si è tradotto in un altrettanto equo riconoscimento del ruolo. L'origine della ricorrenza risale comunque al giorno 8 marzo - anno ancora incerto - quando, pochi giorni prima di questa data a New York, delle operaie si ribellarono alle terribili condizioni cui erano costrette a lavorare e scioperarono per alcuni giorni, finché proprio l'8 marzo furono chiuse dentro e allo stabilimento venne appiccato il fuoco. Le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Da allora le donne toscane si riuniscono, parlano. Si confrontano: questo è l'importante. E' la giornata delle donne che in tutti questi anni hanno lottato per migliori condizioni, per una maggiore presenza nella società e nelle istituzioni, per il rispetto della loro dignità, senza mai abdicare al proprio ruolo. Hanno studiato-il 60% dei laureati nella nostra regione è donna- senza però che a questo sia corrisposto un significativo numero di occupate nonostante gli ambiziosi obbiettivi del Trattato di Lisbona, di cui la crisi economica ha vanificato gli sforzi, il che vuol dire che a fronte delle loro capacità, il 60-70% della forza lavoro delle donne rimane inutilizzata e comunque quando queste riescono ad emergere, sono penalizzate rispetto ai colleghi uomini in termini di salario. E a proposito di lavoro la Commissione Pari Opportunità di Firenze organizza per l'8 marzo, alle 17, nel Salone de' Dugento, un confronto sul documentario di Lionetto Fabbri ‘Antico mestiere' dedicato a duro lavoro delle lavandaie degli anni '50 tra Firenze e Grassina. Dall'emozionante manifestazione dello scorso 13 febbraio è iniziata una nuova stagione che pretende una società diversa, inclusiva e rispettosa, che riconosce la forza positiva delle donne e che non è più incline ad accettare certi squilibri: donne e uomini insieme.

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