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Chiusa la due giorni di Fiesole “La crisi della democrazia e la politica dei cristiani”

ADESSO ribadisce l'importanza dei Cattolici nel Partito Democratico. Comunicato Stampa



Fiesole (Firenze) 5 marzo 2011 - Si è chiusa con l'intervento di Dario Franceschini la due giorni del convegno "La crisi della democrazia e la politica dei cristiani" promosso da 'ADESSO', associazione di cultura e politica diretta dall'on. Antonello Giacomelli, che si è svolto ieri e oggi a Fiesole al Centro studi Cisl, con l'intento di aprire un confronto più stringente fra le culture che hanno dato vita al Partito Democratico, rilanciare la riflessione sull'identità stessa del Pd e concorrere ad aprire un rapporto più intenso con il mondo cattolico e la chiesa italiana.
Un convegno che ha sancito con forza il concetto che non esiste un "mal di pancia" dei cattolici nel Pd, ma che al contrario i cattolici democratici sono fondatori e parte integrante del Partito Democratico.
Dario Franceschini a riguardo non ha dubbi: "I cattolici stanno bene nel Pd, sono centinaia di migliaia di elettori, sono più di 100 parlamentari che vengono da una storia di cattolicesimo democratico e sono una parte determinante del progetto politico. Il resto è nostalgia. Il Pd è il luogo di incontro di tante culture che hanno accettato di mescolarsi e di raccogliere la sfida di un riformismo nuovo, con diverse radici e che guarda al futuro. Una di queste radici è il cattolicesimo democratico".
L'appuntamento fiesolano si è aperto con un confronto sul tema del ruolo dei cristiani in politica da due punti di vista di partenza differenti, come quello di Alberto Melloni, esponente di primo piano della cultura cattolica italiana, e quello di Giuseppe Vacca, Presidente dell'Istituto Gramsci, per poi proseguire con tanti interventi tra i quali quelli di Edo Patriarca, Giuseppe Tognon, Franco Marini, Pierluigi Castagnetti, Francesco Saverio Garofani, Gianclaudio Bressa, Claudio Sardo, David Sassoli, Pierpaolo Baretta, Salvatore Margiotta, Giorgio Merlo, Tino Iannuzzi, Roberto di Giovanpaolo, Enzo De Luca, Stefano Fassina e Gianni Salvadori.
Hanno partecipato ai lavori anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli, che nei loro interventi hanno sottolineato l'importanza del ruolo dei cattolici democratici all'interno del partito.
Invitati ma impossibilitati a venire il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani e il neo candidato sindaco di Torino Piero Fassino, hanno inviato due messaggi.

"Il ruolo dei cattolici in politica - ha detto Antonello Giacomelli - è rendere tutti più liberi. Abbiamo scelto il Pd non per tatticismi ma per convincimento profondo. E i cattolici al suo interno intendono offrire il loro apporto per far sì che il Partito Democratico sia il passaggio finale, il compimento della democrazia nel nostro Paese. Conosciamo i limiti del nostro agire, ma siamo sempre pronti a mettere da parte i mal di pancia, a rifiutare la nicchia, perchè ci assumiamo fino in fondo la nostra responsabiltà fondativa del Pd".
E in altro passaggio del suo intervento ha sottolineato come "una forza politica con vocazione riformatrice non può non porsi il problema di un rapporto più intenso e fecondo con la Chiesa e con la comunità dei fedeli, che non vuol dire inseguire un clericalismo di facciata ma cercare uno spazio libero e rispettoso di condivisione".

E il messaggio che parte da Fiesole è proprio questo: la centralità del ruolo dei cattolici democratici impegnati in politica e nel Partito Democratico che vogliono portare a sintesi una identità, non una somma di opinioni differenti che rimangono tali. "Il Pd - ha detto Franceschini - non è nato per essere un contenitore in cui convivono culture diverse ma per dar vita a un pensiero nuovo".

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