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02 Novembre 2016

In memoria di Tina Anselmi

di Antonello Giacomelli

Tina Anselmi è tornata alla casa del Padre. Ha servito il suo paese ed ha testimoniato la sua fede.
Viene in mente per lei la frase che Paolo, prima della sua esecuzione, scrive a Timoteo: "Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede".
Quando pochi mesi fa abbiamo deciso di dedicare l'emissione di un francobollo a lei, prima donna ministro della Repubblica, ho detto che lo consideravo un piccolo gesto riparatore da parte dello Stato, di quello stesso Stato che l'aveva lasciata sola a difendersi contro le vendette di Licio Gelli, della P2 e di quanti nell'ombra assecondavano quelle trame contro la democrazia.
Lei che coniugava, senza incertezze e senza confusioni, la sua fede cristiana con quella laica nella democrazia e nella libertà non si è sottratta mai al suo servizio al Paese ed alle istituzioni democratiche.
Mi piace ricordarla con la preghiera che ha accompagnato la sua giovinezza, era "Gabriella", nella Resistenza. In fondo, non ha mai smesso di essere ribelle per amore. Ciao Tina, ti sia lieve la terra.

La Preghiera del Ribelle
Signore, che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dominanti, la sordità inerte della massa, a noi, oppressi da un giogo numeroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te fonte di libera vita, dà la forza della ribellione.
Dio che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi: alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura.
Noi ti preghiamo, Signore.
Tu che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocifisso, nell'ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii nell'indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell'amarezza.
Quanto piú s'addensa e incupisce l'avversario, facci limpidi e diritti.
Nella tortura serra le nostre labbra.
Spezzaci, non lasciarci piegare.
Se cadremo fa' che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e carità.
Tu che dicesti: ``Io sono la resurrezione e la vita'' rendi nel dolore all'Italia una vita generosa e severa.
Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie.
Sui monti ventosi e nelle catacombe della città, dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo: sia in noi la pace che Tu solo sai dare.
Signore della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore.

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