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20 Maggio 2013

Per uscire dalla crisi

intervento di Gianni Salvadori

PER USCIRE DALLA CRISI, ALLA POLITICA SERVE PROSPETTIVA STORICA, REALISMO E VERITA’



L’esito del voto e quanto accaduto nei 90 giorni successivi impone di individuare strade che permettano alla politica, ma con essa anche alla società italiana nel suo insieme, di individuare forti riferimenti identitari e valoriali tali da essere i punti cardinali per sviluppare azione politica e futuro della nostra società.

In una società liquida dove tutto sembra avere la durata della vita di una libellula, ricercare identità è quanto di più alto si possa fare sulla strada del cambiamento con un impegno, sicuramente controcorrente, ma profondo ed efficace.

Le scorciatoie che non affrontino questo nodo di fondo rischiano solo di affermare un tema, giusto come quello del cambiamento generazionale, ma che da solo non basta a riempire di contenuti una proposta politica. Per cambiare, avere futuro ed offrire speranze occorrono radici antiche.

Le questioni che sono all’attenzione di tutti sono complesse ed hanno bisogno di risposte altrettanto elaborate, oggi, invece, si riduce anche la politica alla estrema semplificazione, e sappiamo bene che dare risposte insufficienti a problemi complessi impedisce di coglierne la reale dimensione e darne efficaci soluzioni.

Così come i tempi che la televisione impone, così come le nuove modalità di dialogo (Facebook, Twitter) anche la politica rischia di ridussi a slogan e "battute".

Per superare le difficoltà di oggi, a mio avviso, la politica ha bisogno di rispondere ad almeno alcuni criteri qualificanti: prospettiva storica, realismo e verità.

Abbiamo infatti memoria corta.

Diamo così per scontato che i 68 anni che ci separano dalla fine del secondo conflitto mondiale rappresentino, per la nostra penisola, il periodo storico più lungo vissuto, seppur con tante contraddizioni e difficoltà, in democrazia e repubblica, libertà e senza guerra.

Diamo per scontato il miglioramento delle condizioni di vita la cui emblematica rappresentazione è data dall’allungamento della vita media, 85 anni per le donne ed 80 per gli uomini.

Avere radici lontane deve significare valorizzare i percorsi, gli uomini, le idee che hanno permesso questi risultati.

Troppe volte viviamo solo l’immediato e l’assolutizziamo in una dimensione storica e ciò ci spinge a giudizi sommari il più delle volte inesatti e parziali.

Una visione concentrata solo su "ora e subito" limita gli orizzonti e determina visioni di futuro esclusivamente di corto respiro.

Quanto invece sarebbe importante affrontare nella sua piena complessità lo spostamento ad oriente degli interessi mondiali e come di fronte a forme di un colonialismo contemporaneo l’Europa si potrebbe collocare per svolgere un ruolo che permetta ai cittadini europei di avere un positivo futuro!

Secondo punto: il realismo; la politica per recuperare consenso  e credibilità deve costruire risposte adeguate alla realtà dell’oggi, alle tante e giuste attese della gente.

Il lavoro è l’assoluta priorità e la dobbiamo affrontare non solo perseguendo disegni di crescita, ma anche nell’immediato con interventi che distribuiscano il lavoro che c’è.

Inoltre,è doveroso  affrontare il nodo di un nuovo modello che permetta di tutelare e dare certezze in merito alla salute, alla vecchiaia ed alle varie problematiche sociali attraverso un rinnovato ruolo protettivo pubblico, ma che valorizzi le gigantesche possibilità che risiedono nella sussidiarietà e che sia solo sussidiarietà qualificata come solidale.

È tempo che ciò si traduca in azioni costanti e quotidiane che permettano così una distribuzione più equa del benessere superando quelle barriere ideologiche che hanno bloccato fino ad oggi visioni importanti di futuro che  permettano di allargare gli spazi della democrazia e della partecipazione.

Infine, la verità.

Penso che occorra, da parte non solo dei politici, ma di tutti coloro che in un qualche modo hanno responsabilità pubbliche, far scaturire riflessioni e discussioni su quanto ormai siano inadeguate le risposte quantitativo-materiali che derivano dalla mobilitazione individualista.

Quanto accaduto dal 2008 ad oggi ne è testimonianza per l'intera società e le condizioni di effimera felicità e d’insoddisfazione costante lo sono per ogni singolo individuo.

Constato che rispetto anche ad un recente passato tali considerazioni sono diventate abbastanza presenti fra la gente. Il desiderio di sentirsi ed essere considerati persone che vivono non in un consorzio di egoismi, bensì in una comunità che ha al centro relazioni, solidarietà, rispetto, responsabilità, condivisione e collaborazione, mi sembra trovi nuovi spazi.

Quella attuale è una stagione propizia affinché si affermi l’idea di persona e della comunità nella quale "si svolge la sua personalità".

 



Gianni Salvadori

Assessore all’Agricoltura Regione Toscana

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