Continua a leggere Continua a leggere

Ci impegniamo,
senza pretendere che gli altri si impegnino...

Continua a leggere
Invia i tuoi contributi alla redazione
Continua
Codice sicurezza
09 Maggio 2013

Un errore teorizzare il riequilibrio a sinistra.

La nascita del governo Letta č stata la scelta pių "avanzata" nelle condizioni politiche attuali

Articolo di Antonello Giacomelli pubbllicato su Europa 

http://www.europaquotidiano.it/2013/05/06/un-errore-teorizzare-il-riequilibrio-a-sinistra/

Non mi piace l’espressione “riequilibrio a sinistra” che pure nel Pd, dopo la nascita del governo, viene teorizzata come imprescindibile esigenza. Intanto perché parte dalla implicita (ma non troppo) accettazione della tesi che questo governo è, per citare Vassallo, “un monocolore democristiano” e che può essere sopportato dal “nostro popolo” solo in virtù di un generoso, visibile e garante impegno di affidabili figure simbolo della sinistra pura.

Questa tesi è inaccettabile, ingiusta per le persone e letale per il Pd. Peraltro questo modo di ragionare costringe anche le persone di cui si parla per la segreteria del partito entro angusti e logori schemi di classificazione anziché proporli alla valutazione di tutti per la loro capacità di rappresentare tutto il Pd.

Poi per due altri motivi: il primo è che presuppone una valutazione negativa della scelta fatta. Certo, il governo non è quello che avremmo voluto e che avremmo fatto se avessimo vinto (e sottolineo se, come direbbe Mina). Detto questo, io considero la decisione di fare il governo con questa maggioranza la scelta più avanzata nelle condizioni date. La scelta, se si vuol dire così, più di sinistra. L’alternativa sarebbe stata la probabilità altissima di un avvitamento delle istituzioni e la dichiarata incapacità di dare alle gravi e diffuse difficoltà del paese una risposta attraverso una via parlamentare e democratica. C’è chi pensa davvero che questo inquietante scenario sarebbe stato più progressista, più di sinistra della scelta che abbiamo fatto?

Teorizzare l’assoluta incomunicabilità tra schieramenti politici per esser chiari significa negare valore alle istituzioni parlamentari, alla democrazia rappresentativa, in definitiva alla Costituzione. È infatti la tesi di Grillo, non può essere la nostra. Noi sappiamo che il nostro legittimo esser parte richiama un bene comune, un interesse generale, una appartenenza alla comunità nazionale di fronte al cui richiamo le distinzioni politiche devono non annullarsi ma cedere il passo. Di più; che il nostro esser parte ha valore solo se riesce a incarnare il senso del bene comune e dell’interesse nazionale. Tutto questo è “di sinistra”? O è altro, rispetto a cui occorre un “riequilibrio”?

Non voglio lasciare zone di equivoco: se costretto a scegliere, preferisco senza dubbio l’interlocuzione con il leader dello schieramento avversario legittimato dal voto dei cittadini piuttosto che un nuovo avvento di ottimati legittimati solo dagli interessi di ambienti ristretti, circoli elitari e agapi fraterne che guardano alla democrazia con fastidio e che hanno da sempre in odio i grandi partiti popolari. Sono idee di sinistra? O vanno “riequilibrate”?

Il secondo motivo, legato al primo ma dalla portata molto più ampia, lo sintetizzo in una domanda, che peraltro sarà inevitabilmente il cuore del confronto congressuale: cosa vuol dire oggi essere di sinistra? Nel porsi questa domanda e nella risposta che insieme daremo sta l’essenza del Pd. Non voglio certo liquidare qui, in due battute, una questione di questa portata; mi auguro solo che la risposta che prevarrà vada oltre una visione ideologica, chiusa in uno schematismo datato, inadeguata a rispondere alla crisi della modernità. E che non insegua la legittimazione di un diffuso populismo antipolitico nemico della democrazia rappresentativa che anche noi abbiamo concorso ad alimentare pagando poi un salatissimo prezzo. E infine che sciolga gli equivoci culturali e identitari che ci portiamo dietro e per non affrontare i quali abbiamo delegato i problemi politici prima alle norme statutarie e poi alla mistica delle primarie.

Powered by Adon