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29 Dicembre 2011

La scomparsa di Maria Eletta Martini

Giacomelli: "Maestra di tanti di noi. Sempre chiaro in lei il ruolo dei cattolici nella Repubblica fin dalla sua costruzione".

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29 dicembre 2011 – “Scompare un’amica, che per tanti di noi della nostra generazione è stata una maestra. Figura di spicco del cattolicesimo democratico toscano e italiano che ha sempre avuto chiaro il ruolo dei cattolici nella Repubblica, fin dalla sua costituzione, rimane un riferimento imprescindibile per quanti si impegnano in politica e nella vita civile. La sua presenza nelle istituzioni ha lasciato il segno di quella che oggi è la nostra nazione, con la sua identità e la sua cultura democratica, e di questo tutto il Paese le è riconoscente”.

Con queste parole il deputato Pd e Direttore dell’Associazione Adesso Antonello Giacomelli ricorda Maria Eletta Martini, venuta a mancare oggi a 89 anni nella sua Lucca. Maria Eletta Martini è stata una delle figure centrali della storia repubblicana, partigiana prima e impegnata in politica nel dopoguerra, è stata parlamentare per diverse legislature e anche vicepresidente della Camera, ha lavorato intensamente nelle istituzioni e al formarsi del nascente stato con una passione e una competenza di cui rimangono ancora oggi le tracce vive. Tante le materie cui ha portato il suo contributo per elaborare leggi e norme che oggi sono patrimonio comune del Paese.

Negli anni in Parlamento tra i suoi impegni legislativi, s'annoverano quelli di promotore e relatore unico del nuovo Diritto di Famiglia; è stata relatore delle leggi sull'aborto e il divorzio; da presidente della Commissione Sanità ha portato a conclusione la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale. Si è impegnata poi nelle leggi sull'adozione, i consultori familiari, l'obiezione di coscienza ed è stata relatore della legge per la cooperazione ai paesi in via di sviluppo e delle normative Stato-Chiesa.

Martini è stata consigliere nazionale della Democrazia Cristiana, ove abbracciò le tesi politiche di Aldo Moro e, poi, di Benigno Zaccagnini, che sono stati suoi amici e maestri. Dal 1986 al '94, per la Direzione nazionale della DC ha curato i "Rapporti con le realtà ed esperienze di comune ispirazione" e ha diretto il Dipartimento Cultura dello Scudocrociato. Negli anni di Tangentopoli, si fece portatrice di una linea moralizzatrice all'interno della DC, duramente coinvolta negli scandali giudiziari.

Nel 1993, è stata tra i promotori dell'associazione politico-culturale "Carta '93". Negli anni Novanta fra i più stretti collaboratori di Martinazzoli e nel 1994 è stata uno dei fondatori del nuovo PPI, nato dalle ceneri della DC. Durante la segreteria di Rocco Buttiglione (1995), che mirava a trasportare il PPI nella coalizione di centrodestra, fu sostenitrice dell'alleanza con le forze della sinistra democratica e, al momento della scissione del PPI, seguì Gerardo Bianco, che era in contatto con il leader de L'Ulivo Romano Prodi.

Nel luglio 2001, ha partecipato alla fondazione de La Margherita, di cui continua a seguire le iniziative a livello lucchese, regionale e nazionale.

Il 2 giugno 2002, è stata insignita della massima onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, per l'alto servizio reso al Paese durante la sua lunga carriera parlamentare.

 

Con Maria Eletta Martini, scrive  il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, "il mondo della politica e il volontariato, per il quale tanto si è prodigata, perdono una figura esemplare per il rigore, l'intransigenza e la forte sensibilità che sempre ne hanno guidato l'impegno sociale e parlamentare. Partecipo con sentimenti di profonda commozione al dolore per la scomparsa di Maria Eletta Martini, che ho conosciuto personalmente e con la quale ho condiviso una lunga e intensa stagione di attività parlamentare, in anni che furono determinanti per consolidare la vita democratica del paese", continua il Presidente della Repubblica "ne ricordo la indomita passione civile e politica che, sin dalla giovinezza, nel solco dei grandi valori del cattolicesimo democratico, ha ispirato il suo impegno, prima nelle file della Resistenza antifascista e, poi, nelle aule parlamentari. Sempre tenacemente schierata in difesa della libertà e dei diritti umani e civili, è stata convinta assertrice del dovere irrinunciabile, per le istituzioni tutte, di perseguire il bene comune e assicurare una piena ed efficace tutela alle fasce più deboli ed emarginate della popolazione".

 

"Il Partito democratico saluta con riconoscenza una madre della Repubblica", scrive Pier Luigi Bersani, "non si è mai tirata indietro di fronte alle sfide più controverse, partecipando alla stesura delle leggi sull'aborto e sul divorzio. Conquiste fondamentali per la nostra democrazia, alle quali lavorò con una lucida coscienza religiosa e laica, espressione piena della cultura politica dei cattolici democratici, nel segno dei valori della Costituzione e del Concilio. La sua è una lezione che non dimenticheremo."

 

"Maria Eletta Martini è stata una grande donna della nostra democrazia”, è il ricordo di Dario Franceschini, “ha fatto dell'impegno civile la cifra della sua vita, fuori e dentro le istituzioni parlamentari. Scelse la strada rischiosa della Resistenza come giovanissima staffetta partigiana. Si impegnò nella Democrazia cristiana per un impegno politico vissuto come vero servizio, conseguenza coerente con la sua fede viva, nutrita da maestri di cui è stata discepola intelligente, da monsignor Enrico Bartoletti ad Aldo Moro".

 

La sua ultima apparizione pubblica risale al marzo 2007, nella conferenza regionale del volontariato Toscano che il Cnv - da lei fondato insieme a Giuseppe Bicocchi nel 1984 e di cui è stata presidente fino al 2008, assumendo dal 2009 la carica di presidente onorario - organizzò in collaborazione con la Regione Toscana.

Oltre ad aver contribuito alla stesura della legge 266 del 1991 e organizzato a Lucca con il Centro Nazionale per il Volontariato i primi convegni nazionali.


 

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