Continua a leggere Continua a leggere

Ci impegniamo,
senza pretendere che gli altri si impegnino...

Continua a leggere
Invia i tuoi contributi alla redazione
Continua
Codice sicurezza
29 Marzo 2011

Quale la Libia di domani?

di Roberto Di Giovan Paolo

 

Gheddafi è impresentabile umanamente e politicamente, e i nostri riferimenti sono l'Onu, Napolitano e anche una necessità politica di mostrare al Paese che razza di maggioranza di Governo sopportano...ma finita l' Emergenza (che non è finita) forse è il caso di dire che questa è l'ultima volta senza truppe Onu,esercito europeo e cooperazione allo sviluppo, altrimenti saremmo colpevoli anche noi.. Le vicende e gli accadimenti in Nord Africa, Medio oriente e Penisola arabica in queste ultime settimane, spesso sono analizzate solo caso per caso e senza mettere in relazione le reciproche interdipendenze: la richiesta di democrazia delle nuove generazioni, l’influenza della comunicazioni e delle nuove tecnologie, l’incidenza sui fenomeni immigratori e la lotta per il pane, si per il pane, per la crisi agricola ed alimentare che ha colpito tutti questi Paesi. I tradizionali “grandi Paesi” (anche qui, si dice “occidentali”, ma occidentali rispetto a cosa? all’ Europa dell’ est che non c’è più come soggetto a se stante dal 1989 e dintorni? Ah La pigrizia dell’ analisi ……) rispondono come possono: prendono tempo, usano tattiche che si legano a fattori di politica interna, alla fine scoprono perfino l’Onu. L’ Europa, sempre troppo mercatocentrica si consulta sui problemi economici e dell’ immigrazione. La verità è che siamo di fronte ad un passaggio importante in cui cambiano alcune caratteristiche divenute “luoghi comuni” e stereotipi negli anni. Il Sud, i sud del mondo reclamano la democrazia; nuove generazioni dei paesi Arabi reclamano la democrazia. Dunque non è più vero che il sistema democratico non funziona in Africa e nei Paesi Arabi?! In questa affermazione nel passato si nascondeva una ultima ,e nemmeno troppo nascosta, idea un po’ razzista e un po’ colonialista indorata da un certo cinismo ben accetto nel giro diplomatico e comunque di coloro che ritengono che i fatti internazionali vanno sempre letti solo con le lenti dell’ interesse diretto, più o meno legittimo. In fondo l’ idea di base è che le masse africane ed arabe non sapessero o volessero autodeterminarsi e non sapessero governarsi e dunque un dittatore, panafricanista, panarabo, socialista o pseudorivoluzionario, infine più o meno islamico moderato o estremista , “in fondo in fondo” , sia meglio che lasciarsi andare ad ascoltare questi “popoli bambini”. E’ valso per la Tunisia di Ben Ali e soprattutto per l’ Egitto di Mubarak ovvero colui che aveva firmato una pace vera con Israele - e non è poca cosa - ma valeva anche per Gheddafi. Oppure la Siria degli Assad. Non voglio fare polemica spicciola ma è giusto non cedere almeno culturalmente alla demagogia di questi giorni: noi che siamo impegnati da sempre nella non violenza (che non è il pacifismo pacifondaio….) e per i diritti umani avevamo sempre contestato Gheddafi ed al momento della richiesta della firma del Trattato di amicizia Italo – libica ci eravamo limitati a segnalare che se si sceglie la strada del dialogo politico e diplomatico bisogna trattare clausole di progressivo miglioramento delle condizioni del diritto e dei diritti umani e di cittadinanza politica. A quel punto, e solo a quel punto, si può firmare ricordando che i Trattati si firmano con uno Stato ed una Nazione, ed anzi sarebbe stato bene aver firmato trattati con tutti i Paesi africani interessati alle questioni dello sviluppo, dell’ immigrazione, della cooperazione. Per dire, il governo di centrodestra di Sarkozy mentre l’ Italia firmava solo con la Libia, ha firmato 6 nuovi trattati con Paesi africani…… E che dire dei milioni di euro di armi vendute poco tempo fa con autorizzazione ufficiale del nostro Ministero della Difesa e del Mae a Malta dove sono scomparse per giungere, nella più classica delle triangolazioni, fino in Libia, probabilmente nelle mani di Gheddafi? In conclusione, se oggi noi dovessimo comunque sperare che a seguito delle scelte dell’Onu ci sia uno spazio perché le armi tacciano e ci sia una trattativa di fuoriuscita del dittatore, non possiamo fare a meno di notare l’eccesso di furore in chi come La Russa e Frattini solo qualche mese fa ricevevano Gheddafi con tutti gli onori e del Presidente del Senato Schifani (ma non solo lui) che aveva previsto di portare il leader libico a parlare In Aula (IN AULAAAAAAA avete letto bene) al Senato della Repubblica? Naturalmente, con un certo fastidio noto che c’è dell’ ironia anche in chi ci ha spiegato che bisognava firmare il Trattato con Gheddafi “per non lasciare tutto il merito alla destra”. Forse è arrivato il momento di decidere che i diritti umani (senza estremismi, senza illusione del “tutto e subito”, senza fondamentalismi…) debbano entrare e rendersi progressivi anche nei Trattati Internazionali? O no? E la limitazione progressiva di commercio delle armi da guerra e personali con regimi non pienamente democratici? La Svezia è come la Birmania? La Cina come gli Stati Uniti d' America? Si tratta di diplomazia moderna, e queste regole dovrebbero valere soprattutto prima delle emergenze! E che dire dei fenomeni dell’immigrazione, ciclici e che il libro bianco dell’ Unione Europea di qualche anno fa definiva “certi per i prossimi venti anni almeno” ? Saranno o no legati oltre che alla miseria ed alla condizione sociale anche allo stato dei diritti umani e civili in quei Paesi dove arriva internet tutti i giorni da qualche anno a questa parte? Non pare dunque che Lampedusa e la sua condizione di emergenza attuale sia fortemente legata al modo in cui si è trattato con Gheddafi per il Trattato Italo libico e poi con la “toppa” della risoluzione 1970 del Consiglio di Sicurezza dell’ Onu? Perché è lo stesso Governo che ha trattato con Gheddafi da una parte e che ha promesso a Lampedusa che l’ immigrazione ciclica era una “bufala” e che l’ isola avrebbe potuto chiudere il centro da 850 persone in arrivo e che tutto sarebbe tornato come negli anni sessanta quando Modugno comprò la sua casetta alla spiaggia delle tartarughe! E’ ovvio che nel terzo millennio serve un Governo che fa Trattati con i sud del mondo e facendo entrare i diritti in gioco; che nello stesso tempo immagini una accoglienza fatta di diritti e doveri e non di “buonismo e cattivismo”, ma che sia avanzata nei Paesi da cui arriva l’ immigrazione, con selezione per il lavoro, formazione, cooperazione alla sviluppo e impegno economico e sociale sul campo e condizioni di piena cittadinanza qui (ius soli in testa). Il che postula che ci sia davvero un Ministro dentro la Farnesina e non solo un “camerlengo”, come oggi. E se vogliamo non ritrovarci a dire che per l'interposizione ci vuole troppo e che l' Europa non c'è perchè non prendere in esame il disegno di legge che con altri colleghi senatori ho presentato per destinare come Italia un contingente fisso annuale sia per formare la forza di intervento rapido della Unione Europea, che per costituire finalmente dopo oltre 60 anni le forze armate delle Nazioni Unite con un Capo di Stato Maggiore che risponde in maniera indipendente solo al Segretario Generale dell' Onu ed al suo Consiglio di Sicurezza, in attuazione dello statuto Onu , articoli 41 e 42? E' a questo capitolo che il Presidente Napolitano si riferiva ma non basta citarlo solo nei momenti di emergenza se si può realizzarlo, o no? Da qui da questi spunti di analisi complessiva dovrebbe ripartire un mondo progressista che abbia l’ ambizione di non fare battute solo battute da talk show, come la destra, sul fatto del momento, senza una visione ampia,complessiva ed interdipendente, dunque pienamente sovranazionale. In fondo abbiamo fondato il Pd anche per questo, vero?

Powered by Adon